Frammenti | Transfert | Nachleben. Articolo su Gizmo

We are pleased to present the publication of this critical text by Gabriele Zanello analyzing the genealogic research of conrad-bercah as gathered in a number of books published by letteraventidue edizioni in lat five years. Zanello’s words offer an insightful and generous reading of a body of research that engages architecture, memory, and symbolic thought, marking a significant moment in the author’s ongoing research.

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I latini chiamavano genius l’angelo destinato a diventare il guardiano di ogni infante — Genius meus nominatur, quia me geniut (lo chiamo il mio genio perché è colui che mi ha generato). Il genius era il principio che governava e reggeva l’esistenza di un individuo. Gli architetti sanno che anche le opere di architettura hanno un genius e sanno anche che è loro permesso di abbandonarsi a lui – indulgere genio – e rispondere alle sue richieste, comprese le più in-appropriabili, senza tentare di frodarlo perché questo sarebbe nient’altro che un imbrogliare sé stessi”.

Con queste parole conrad-bercah ha confessato, in un libro diventato famoso, di avere sentito il bisogno di effettuare un’indagine introspettiva della teorica genealogia di un edificio residenziale costruito a Berlino, dopo aver scoperto per caso quanto il progetto si fosse generato a sua insaputa. L’indagine è fatta di frammenti di pensiero (111) e di disegni (72) che, retroattivamente, scandagliano quel mondo di memorie involontarie sedimentatesi in lui dopo la formazione. In altre parole, un’operazione che si muove in un recinto intellettuale fatto di presenze fantasmatiche che conoscono un improvviso Nachleben, per concentrarsi su ciò che Louis Kahn ha definito il “non commensurabile”

Il libro è un capitolo di una ‘trilogia berlinese’ in cui l’autore ha cercato di fare i conti con una prolungata permanenza nella conurbazione prussiana che lo ha stimolato a giocare una partita a scacchi con il tempo della storia che a Berlino ha conosciuto incredibili accelerazioni nello spazio di tre generazioni: 1914-1989. Il secondo capitolo è Berlin Transfert, un libro in cui l’autore investe con la medesima intensità il lavoro di alcuni suoi colleghi, scoprendo insolite categorie progettuali. Il terzo capitolo riguarda invece la vicenda urbana berlinese, da cui l’autore estrae un modello urbano per il tempo che verrà: il modello della metropoli dei villaggi. Queste tre pubblicazioni, seguite da altre due che possono essere viste come ulteriori capitoli di una ricerca genealogica che cambia soggetto ma non conosce sosta, hanno rivelato una nuova possibilità nell’essere un architetto contemporaneo nell’accezione agambiana del termine

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